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erano i giorni di inizio playoff nba. tra aprile e maggio. uscirono i lakers di howard, gasol, artest, nash e bryant (ahimè infortuanti sti due), 4 a 0 rifilatogli dai San Antonio Spurs dei veterani Duncan, Ginobili, Parker e Jackson e del Ferguson del basket, Popovich. Concludevo all’epoca, e tutt’ora che i Lakers avrebbero perso anche con Bryant e Nash in campo. A malapena avevano raggiunto i playoff e per tutta la stagione la squadra non si era mai vista nei momenti decisivi affidandosi troppe volte alle individualità di Howard, Nash e soprattutto Bryant. Non avrebbe mai potuto battere una squadra collaudata e solida come quella guidata da Popovich. A mio parere la franchigia che negl’anni 90-00 ha intrapreso il miglior progetto manageriale e di gestione. Comunque, tralasciando le parti tecnico-tattiche, erano dei playoff di cui parlare molto: i Chicago senza Rose che impegnavano i neonati Nets dimostrando di essere la squadra più carismatica se non dell’Nba almeno della East Conference, Miami menava Milwuake, New York continuava a mettersi in luce nonostante le prove d’orgoglio dei verdi del Massachuttes e Denver, buon per l’Italia male per loro, soffriva fortemente l’assenza di Gallinari per l’infortunio al crociato accusando i colpi dei Golden State Warriore. Tuttavia la scena agonistica passò totalmente in secondo piano un lunedì o martedì di fine aprile quando Jason Collins, pivot veterano che aveva appena finito la stagione con i Washington Wizards, divenne il primo giocatore Nba a fare outing o, se non è questo il termine (non ricordo), a dichiararsi omosessuale. Prima pagina Nba.com = “True Courage” con la foto di Collins; la notizia aveva preso anche il primo posto tra le notizie di sport di Google News. E lì mi venne il dubbio. “Cazzo questa notizia non dovrebbe stare lì al primo posto, al centro di tutto.. cioè non me ne voglia il buon Collins ma se lui fa outing non penso che ciò debba essere la notizia da prima pagina della sezione sport.. cioè non in senso negativo, non perchè odio i gay, anzi proprio il contrario.. cioè io li accetto tranquillamente gli omosessuali, sono fatti così, non so se sia un fatto mentale, fisico, perenne o instaurato in noi dalla nascita, non me ne frega un cazzo: è come il buddhista che crede in Buddha, il cattolico che crede in Gesù Cristo, il mussulmano che crede in Allah.. cioè tutti questi, compresi i gay, credono in qualcosa che appartiene a loro intimamente, appartiene alla loro mentalità al loro sentimento e alla loro vita..poi ci sono i casi limite da per tutto: accetto di questi solo quelli che credendo in ciò in cui credono non fanno del male agli altri.. dunque sì a tutto ma finchè non facciamo del male a nessuno.. tornando a noi e alle notizie di fine aprile: non penso che una notizia di outing debba stare in prima pagina, perchè sapere che Collins è gay, ad una persona come me che conosce Collins ma che non ha mai avuto alcun contatto con lui se non su NBA Live, è come sapere che Bryant è diventato buddhista.. cioè..” mi feci un bel viaggio però arrivai ad una conclusione importante: la notizia era in prima pagina perchè era la notizia di prima pagina sportiva che la società in cui vivevo voleva. tutti dicono di accettare l’omosessualità e blah blah blah ma se fosse così non ci sarebbe la necessità di mettere in prima pagina l’outing di Collins. “Boh” conclusi il mio viaggio. Accesi la canna in parte al letto. Chiusi il portatile. e mi distesi rilassandomi. Prima di addormentarmi pensai ad occhi chiusi “Non è la società in cui voglio vivere. Probabilmente sono io che non sono adatto a lei. Ma… Non è la società in cui avrei voluto vivere”.